I PRIMI 1000 GIORNI DEL BAMBINO A RISCHIO PATOLOGICO
Il progetto
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Il progetto “I primi mille giorni del bambino a rischio patologico: una rete di professionisti per la presa in carico della famiglia” nasce per accompagnare i bambini con patologie o fragilità neonatali e le loro famiglie lungo il percorso clinico e di cura, dal periodo prenatale fino ai primi anni di vita.L’obiettivo è garantire continuità assistenziale, intercettazione precoce dei rischi neuroevolutivi, e sostegno emotivo e pratico ai genitori, riducendo difficoltà organizzative, comunicative e psicologiche che spesso si amplificano in situazioni di diagnosi complesse.Il progetto è realizzato con la collaborazione dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova e della Fondazione Comunità Mantovana.
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Modalità
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Avviato a settembre 2021, il progetto si basa su una rete integrata di professionisti sanitari e reparti quali Ostetricia e Ginecologia, Terapia Intensiva Neonatale e Neuropsichiatria Infantile, che lavorano in modo coordinato per:
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mettere a sistema le risorse già presenti e rendere più fluidi tempi, spazi e passaggi di presa in carico;
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potenziare la formazione continua e trasversale nei reparti coinvolti (TIN e Ostetricia);
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rafforzare l’approccio di Family-Centered Care, riconoscendo i genitori come parte attiva del percorso di cura fin dai primi giorni.
All’interno di questa cornice, LATOUMANO APS sostiene attività mirate, come lo sviluppo di competenze avanzate nei caregiver, l’inserimento o il finanziamento di figure specialistiche (ad esempio la fisioterapia della neurovisione in follow-up) e il supporto psicologico alle famiglie tramite incontri periodici.
A novembre 2023 e 2024 si sono svolti due convegni pubblici con professionisti e stakeholder, volti a condividere i risultati, fare il punto sulle attività e progettare quelle dell’anno successivo con il contributo di esperti.
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Attività in Terapia Intensiva Neonatale
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La TIN di Mantova segue neonati prematuri e neonati con patologie complesse, con particolare attenzione alla riduzione di stress e dolore e all’umanizzazione delle cure (accesso genitori H24, promozione della “marsupio-terapia”, stanze dedicate per mamme non residenti).
Un asse centrale del progetto è il follow-up neuroevolutivo multidisciplinare, fondamentale per:
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proseguire le cure dopo la dimissione;
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individuare precocemente eventuali disturbi del neurosviluppo;
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attivare tempestivamente interventi abilitativi precoci;
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sostenere la famiglia dopo il trauma del ricovero in terapia intensiva.
Il follow-up si svolge una volta a settimana in uno spazio dedicato, con un team composto da neonatologo, neuropsichiatra infantile, fisioterapista, fisioterapista della neurovisione e psicologa, che valuta crescita, competenze neuroevolutive e bisogni familiari per una presa in carico globale.
In stretta collaborazione con la Neuropsichiatria, nell’ultimo anno sono state effettuate oltre 200 visite; nel 2024 sono state eseguite 255 visite e nei primi sette mesi del 2025 già 167.
All’interno di questo percorso, LATOUMANO APS affianca l’équipe sanitaria sostenendo:
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formazione e aggiornamento (corsi e seminari) per personale ospedaliero e figure territoriali;
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sviluppo dell’ambulatorio multidisciplinare con tutor specialistici;
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presenza della fisioterapista della neurovisione in tutte le sedute di follow-up;
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percorsi di stimolazione visiva precoce e accompagnamento dei genitori nelle attività e posture utili allo sviluppo, anche in raccordo con servizi territoriali (es. Casa del Sole per trattamenti o inserimenti successivi).
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Mediatore culturale in Ostetricia
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Nel 2023 i professionisti del reparto hanno evidenziato la necessità di una presenza stabile e continuativa di mediazione culturale negli ambulatori in cui vengono comunicate diagnosi e percorsi clinici complessi, in particolare Ostetricia Patologica e ambulatori collegati alla diagnosi prenatale e genetica.
Quando esistono barriere linguistiche e culturali, la comunicazione di una patologia fetale e la scelta del percorso clinico diventano ancora più difficili: spesso le decisioni devono essere prese in tempi brevi e le famiglie straniere rischiano di vivere un’esperienza di esclusione, confusione o fraintendimento.
Per questo, la figura del mediatore non è solo un “traduttore”, ma un professionista che facilita la comprensione reciproca tra sanitari e famiglia, aiutando a spiegare diagnosi, possibilità diagnostiche e terapeutiche e le implicazioni del percorso.
Grazie alla collaborazione con l’URP dell’Ospedale Carlo Poma, che garantiva mediatori a chiamata, dal 1° luglio 2024 a luglio 2025 è stato avviato un progetto pilota con la presenza di una mediatrice culturale fissa per due mattine a settimana negli ambulatori richiesti, come risposta concreta a una priorità rilevata sul campo.
Il progetto prevede inoltre la creazione di figure di riferimento stabili, con formazione specifica sulle tematiche cliniche e comunicative, per migliorare la qualità dell’accompagnamento alle famiglie e l’efficacia della relazione di cura.
Le azioni
CONVEGNI
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26/11/2022 – I primi 1000 giorni del bambino a rischio patologico: stato dell’arte e nuove prospettive, Auditorium Confindustria Mantova
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06/12/2023 – I primi 1000 giorni del bambino a rischio patologico: Essere in comunicazione, Auditorium Confindustria Mantova
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FORMAZIONE E ATTIVITÀ PER IL PERSONALE
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2022 – Formazione per il personale dei reparti di Ostetricia, Terapia Intensiva Neonatale e Neuropsichiatria Infantile:
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General Movements – docente Prof. Maurizio Ferrari
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Funzioni Orali del neonato pretermine – docente logopedista Maria Savarè, infermiera Erika Beduschi
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L’ambito comunicativo, linguistico e percettivo nello sviluppo del bambino: l’importanza della presa in carico precoce e del follow-up - docente logopedista Maria Elena Levoni
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ATTIVITÀ CONTINUATIVE E PROGETTI
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2022 – oggi: presenza della terapista della neurovisione nei follow-up dei bambini prematuri e presa in carico riabilitativa ove necessario (una mattina a settimana)
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Dal 2024 – oggi: incontri mensili di sostegno alle famiglie con la psicologa e la terapista della neurovisione negli spazi Abeo
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2024 – 2025: presenza di una mediatrice culturale formata negli ambulatori di Ostetricia Patologica e Genetica (due volte a settimana)


